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Congedo di maternità Inps: tutte le regole INPS su domanda, durate e importo dell'indennità riconosciuta alle lavoratrici dipendenti e alle autonome ed iscritte alla Gestione Separata.

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Il congedo di maternità è il periodo durante il quale la madre ha l’obbligo di astenersi dal lavoro e di ricevere dall’Inps un’indennità che ha il fine di sostituire l’ordinaria retribuzione spettante.

Tutte le lavoratrici, che siano dipendenti, autonome o iscritte alla Gestione separata Inps hanno diritto a beneficiare del periodo di congedo per maternità, anche noto come periodo di aspettativa prima e dopo il parto.

La durata complessiva del congedo di maternità è pari a cinque mesi e l’indennità riconosciuta è anticipata dal datore di lavoro non solo nel caso di parto ma anche a seguito di adozione o affidamento di minori.

Prima di vedere nel dettaglio come fare domanda all’Inps e tutte le regole nel dettaglio, si ricorda che qualora la madre non potesse fruire del periodo di aspettativa di maternità, il diritto al congedo è riconosciuto al padre (congedo di paternità da non confondere con il “congedo papà”).

Di seguito la BERRY sopra Stivali ginocchio il Jonak guida punto per punto al congedo di maternità 2018.

Congedo di maternità: cos’è e a chi spetta

Come anticipato, tutte le lavoratrici che diventano madri a seguito di gravidanza, adozione o affidamento di minori, hanno diritto al congedo obbligatorio retribuito dall’Inps.

Il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro è riconosciuto sia per le lavoratrici dipendenti che per le autonome, parasubordinate o libere professioniste. Le regole previste, tuttavia, sono differenti in base alla Gestione Inps di appartenenza e sebbene negli anni le tutele per le madri siano state estere a tutte le tipologie di lavoro, ci sono ancora oggi alcune differenze.

Ovviamente, durante il periodo di congedo la madre avrà diritto a ricevere una retribuzione: l’indennità di maternità è pari all’80% dell’ultima retribuzione giornaliera. A pagare è il datore di lavoro o l’Inps, come nel caso di colf e badanti.

Tuttavia, il congedo di maternità per le iscritte alla Gestione separata Inps è riconosciuto anche nel 2018 soltanto a fronte del versamento di almeno tre mesi di contributi.

La maternità per i dipendenti, invece, spetta fin dal primo giorno di lavoro.

Chi ha diritto al congedo di maternità 2018

Dopo le opportune premesse, vediamo di seguito chi può presentare domanda per fruire del periodo di congedo di maternità Inps:

  • lavoratrici dipendenti assicurate all’INPS anche per la maternità, comprese le lavoratrici assicurate ex IPSEMA;
  • apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti con un rapporto di lavoro in corso all’inizio del congedo;
  • disoccupate o sospese: il congedo di maternità deve iniziare entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro. Se sussiste il diritto all’indennità di disoccupazione, alla mobilità o alla cassa integrazione, il congedo può iniziare oltre i 60 giorni. Per le disoccupate che negli ultimi due anni hanno svolto lavori esclusi dal contributo per la disoccupazione, il diritto all’indennità di maternità spetta solo se il congedo di maternità è iniziato entro 180 giorni dall’ultimo giorno di lavoro e sono stati versati all’INPS 26 contributi settimanali nei due anni precedenti l’inizio del congedo.
  • lavoratrici agricole a tempo indeterminato o determinato che, nell’anno di inizio del congedo, siano in possesso della qualità di bracciante con iscrizione negli elenchi nominativi annuali per almeno 51 giornate di lavoro agricolo (articolo 63 del TU);
  • lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti), con 26 contributi settimanali nell’anno precedente l’inizio del congedo di maternità oppure 52 contributi settimanali nei due anni precedenti l’inizio del congedo;
  • lavoratrici a domicilio (articolo 61 del TU);
  • lavoratrici sopra Jonak BERRY il Stivali ginocchio LSU o APU (attività socialmente utili o di pubblica utilità dell’articolo 65 del TU);
  • lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS e non pensionate, tenute però a versare il contributo con l’aliquota maggiorata prevista dalla legge per finanziare le prestazioni economiche di maternità. La relativa indennità è riconosciuta a prescindere dall’effettiva astensione dall’attività lavorativa;
  • lavoratrici dipendenti da amministrazioni pubbliche (incluse le lavoratrici dipendenti ex INPDAP ed ENPALS) le quali sono tenute agli adempimenti previsti dalla legge in caso di maternità verso l’amministrazione pubblica dalla quale dipendono e da cui percepiscono la relativa indennità, corrispondente al trattamento economico, secondo quanto disposto dagli articoli 2 e 57 del TU.


Dall’elenco sopra riportato è evidente come l’Inps e le leggi a tutela della famiglia abbiano voluto riconoscere il diritto all’astensione dal lavoro dopo il parto a tutte le donne lavoratrici, anche in caso di disoccupazione.

Quanto dura il congedo di maternità Inps e da quando parte

La durata del congedo di maternità obbligatorio e retribuito dall’Inps è di cinque mesi per tutte le categorie di lavoratrici riportate nell’elenco sopra riportato.

Secondo le regole stabilite dall’Inps e sulla base di quanto previsto dagli articoli 16 e seguenti del Testo Unico sulla maternità e sulla paternità, il periodo di congedo parte da due mesi prima dalla data presunta del parto.

La decorrenza è tuttavia anticipata nei casi di gravidanza a rischio o di mansioni incompatibili con la gravidanza e, in tal caso, il periodo di congedo potrà essere ulteriormente prorogato (oltre alla possibilità di beneficiare, dopo la maternità, anche del congedo parentale).

Dopo il parto, invece, i mesi di congedo di maternità sono tre.

Tuttavia per lavoratrici e datori di lavoro la legge è abbastanza flessibile, perché consente anche di posticipare la data di inizio dei mesi di congedo obbligatorio, rendendo possibile lavorare anche fino all’ottavo mese di gravidanza qualora non vi siano rischi per il nascituro.

Fermo restando le regole generali, chiariamo come funziona il congedo per dipendenti, autonome e iscritte alla Gestione separata Inps.

Congedo di maternità per dipendenti, autonome, parasubordinate e professioniste (Gestione separata Inps


Per capire nel dettaglio come funziona il congedo obbligatorio per le neo-mamme, vediamo le regole previste per ciascuna categoria di lavoratrici.

  • Congedo di maternità lavoratrici dipendenti
    Le lavoratrici dipendenti hanno l’obbligo di astensione dal lavoro nel periodo che va dai due mesi precedenti alla data presunta del parto fino ai tre mesi dopo il parto. Questo periodo può essere esteso per motivi legati alla salute della lavoratrice oppure a mansioni rischiose.

Il diritto al congedo di maternità non è rinunciabile e il datore di lavoro ha il divieto di obbligare e chiedere alla lavoratrice di lavorare.

Come anticipato precedentemente, l’indennità riconosciuta è pari all’80% dell’ultima retribuzione percepita, ed è a carico dell’Inps.

Il congedo per adozione o affidamento preadottivo non è obbligatorio e la madre può anche rinunciarvi. Per l’affidamento non preadottivo, invece, la durata del congedo è ridotta di due mesi ed è pari quindi a tre mesi.

  • Congedo di maternità lavoratrici iscritte alla Gestione separata Inps
    Anche le iscritte alla Gestione separata Inps (parasubordinate e lavoratrici autonome) hanno il diritto al congedo di maternità.

La durata è sempre di cinque mesi ma l’indennità, pari all’80% del reddito medio giornaliero dei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo, è riconosciuta se sussiste un determinato requisito contributivo fissato dalla legge (3 mesi di contributi, versati o dovuti, nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo di maternità).

Può quindi verificarsi che, a fronte di un obbligo di astensione dal lavoro, la lavoratrice non abbia diritto all’indennità.

In questo caso sono previste alcune differenze: le libere professioniste non hanno il divieto assoluto di lavorare ma, qualora richiedano l’indennità, dovranno astenersi dall’attività lavorativa.
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Le lavoratrici parasubordinate, invece, non possono svolgere attività lavorativa in quanto è fatto divieto al committente di adibirle al lavoro negli stessi periodi di maternità previsti per le lavoratrici dipendenti.

  • Congedo di maternità lavoratrici autonome
    Le lavoratrici autonome (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricolo a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne) hanno diritto durante i cinque mesi di congedo di maternità ad essere retribuite anche nel caso in cui continuino a lavorare.

Anche per queste lavoratrici l’importo riconosciuto è pari all’80% del reddito giornaliero ed è corrisposto nel rispetto del requisito della regolarità nel versamento dei contributi.


(Fonte: INPS)

Congedo di maternità per adozione e affidamento

Secondo quanto previsto dalla legge 184/1983, per l’adozione o l’affidamento nazionale di minore il congedo di maternità spetta per cinque mesi a partire dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato prima dell’adozione.

Per le adozioni o gli affidamenti preadottivi internazionali, il congedo spetta per cinque mesi a partire dall’ingresso in Italia del minore adottato o affidato, con il periodo di congedo che può essere fruito anche parzialmente prima dell’ingresso in Italia del minore.

Se l’affidamento non è preadottivo, il congedo spetta alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti per tre mesi, anche frazionato su cinque mesi, a partire dall’affidamento del minore.

Tale congedo spetta anche alle lavoratrici e ai lavoratori iscritti alla Gestione separata secondo le ultime novità illustrate dall’Inps con la circolare n. 66 del 20 aprile 2018.

Congedo di paternità: quando l’astensione obbligatoria spetta al padre

Ci sono alcuni casi in cui il periodo di congedo è riconosciuto al padreForever tacco OVAL con New BLOCK TRIM Stivaletti BELLA PHq7Pxrw8 e si tratta di tutti quei casi di impossibilità per la madre del bambino di fruire del proprio diritto.

Nello specifico, il congedo di paternità è riconosciuto in caso di:

  • morte o grave infermità della madre. Il padre richiedente, all’atto della compilazione della domanda, indica gli estremi della madre e la data del decesso. La certificazione sanitaria di grave infermità va presentata in busta chiusa al centro medico legale dell’INPS, allo sportello o a mezzo raccomandata;
  • abbandono del figlio o mancato riconoscimento del neonato da parte della madre, da attestare con la compilazione online della dichiarazione di responsabilità;
  • affidamento esclusivo del figlio al padre (articolo 155 bis del codice civile), il quale comunica gli elementi identificativi del provvedimento indicando l’autorità giudiziaria, la sezione, il tipo e numero di provvedimento, la data di deposito in cancelleria. Tuttavia, per accelerare la definizione della domanda, il genitore può allegare copia conforme all’originale del provvedimento giudiziario.

In caso di adozione o affidamento di minori, oltre agli eventi sopra riportati, il congedo di paternità è fruibile dal padre a seguito della rinuncia totale o parziale della madre lavoratrice al congedo di maternità al quale ha diritto. La rinuncia si attesta con la compilazione online della dichiarazione di responsabilità.
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Il congedo di paternità dura sempre cinque mesi. Se la madre è non lavoratrice, il congedo di paternità termina dopo tre mesi dal parto.

Come e quando fare domanda di congedo di maternità Inps

La domanda di congedo di maternità Inps dovrà essere inviata prima dei due mesi che precedono la data prevista per il parto e il termine ultimo è fissato al massimo entro un anno dalla fine del periodo indennizzabile.

Prima dell’inizio del periodo di congedo di maternità, la lavoratrice deve far pervenire all’Inps il certificato medico di gravidanza, per il tramite di un medico del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato.

sopra Jonak ginocchio il Stivali BERRY La lavoratrice è tenuta a comunicare la data di nascita del figlio e le relative generalità entro 30 giorni dal parto.

Come fare domanda
Le lavoratrici e i lavoratori possono presentare la domanda di congedo di maternità online all’Inps attraverso il servizio dedicato.

La domanda prevede la possibilità di allegare copia della documentazione utile a una celere definizione del procedimento, come provvedimenti di interdizione anticipata/posticipata, autorizzazione all’ingresso in Italia del minore straniero in adozione o affidamento preadottivo rilasciato dalla Commissione per le Adozioni internazionali, attestazione di ingresso in famiglia del minore adottato/affidato e così via.

In alternativa, si può fare la domanda tramite:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
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Composizione e istruzioni di lavaggio

Materiale parte superiore: Tessuto

Rivestimento: Combinazione di pelle e tessuto

Soletta: Pelle

Suola: Materiale sintetico

Fodera: Senza imbottitura

Dettagli prodotto

Punta: Tonda

Tipo di tacco: Tacco largo

Dettaglio: Nastro

Chiusura: Cerniera

Fantasia: Monocromo

Codice articolo: J2111A03V-Q11

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